editoriale primo fascicolo 2018

editoriale 

di Maurizio FAGGIONI

Non si esaurisce il dibattito etico e pastorale intorno alla svolta metodologica auspicata da papa Francesco in Amoris laetitia. Si mette in discussione da parte di molti il rapporto del magistero di papa Francesco con il magistero anteriore. A nostro avviso, l’ermeneutica della discontinuità dovrebbe lasciare posto ad una lettura più ampia, distesa, acuta che colga l’unità di ispirazione –continuità spirituale è stato detto – di tutto il magistero postconciliare.

Nell’articolo di apertura della rivista, don Mauro Cozzoli, completando il percorso iniziato nel numero precedente della rivista, si muove in questa direzione: dopo aver riproposto con onestà alcuni contenuti normativi di Humanae vitae, orienta una rilettura etico-pastorale di questa discussa enciclica nella prospettiva squisitamente personalista di Amoris laetitia sostenendo correttamente che “Papa Francesco, in linea con il personalismo etico del Concilio Vaticano II, riporta la morale dal versante della legge sul versante della persona, cui prestare attenzione e cura nel giudicare e deliberare morale”. Nell’ambito del tema-chiave del discernimento si colloca il secondo articolo della rivista nel quale Antonio Donato, C.Ss.R, propone una riflessione sull’importanza e sulla necessità del discernimento a partire dal Documento Preparatorio del Sinodo dei Giovani e alla luce del magistero di papa Francesco: il discernere è un compito inscritto nella vocazione dell’uomo, chiamato a realizzarsi nella libertà verso la propria pienezza nella relazione con Dio, con gli altri, e con la realtà nella quale vive e opera.

I due articoli seguenti sono dedicati a tematiche di etica sociale. Nel primo, il prof. Mathias Nebel auspica un ritorno della categoria di bene comune nel dibattito etico e politico: ne offre, pertanto, una fondazione nell’ambito di una filosofia dell’azione piuttosto che in una metafisica e una formalizzazione in sintonia con la sensibilità politica odierna. Nel secondo, il prof. Giuseppe Franco presenta criticamente le riflessioni del teologo, sociologo ed economista tedesco Joseph Höffner (1906-1987) riguardo ai diritti umani sulla base dell’etica coloniale spagnola del XVI e XVII secolo. La ripresa della categoria legge naturale che non prescinda dalle sue dimensioni storiche ed empiriche permette – secondo l’Autore – di rispondere ad alcune delle critiche usualmente mosse ad una comprensione intellettualistica ed astratta della legge naturale. Completano la ricca proposta di studi di questo numero l’articolo di Dennis Billy, C.Ss.R., sulla preghiera come lettura della Parola di Dio scritta nei nostri cuori, consegnata alla Scrittura e incarnata in Gesù Cristo, e quello del prof. Vincenzo Cuffaro sulla teologia della morte in Qoelet come momento della vita umana da accogliere con saggezza e autenticità.

Nella nuova sezione C&C – Convegni e Commenti, Antonio Donato, presenta una sintesi dell’udienza concessa dal Santo Padre ai membri dell’Unione Stampa Periodica Italiana (USPI) e della Federazione Italiana Settimanali Cattolici (FISC) centrata su un tema di scottante attualità quello della correttezza dell’informazione quale compito e missione del giornalista. Il sintetico resoconto è completato dall’intervento originale di Martín Carbajo Núñez, O.F.M., sulle sfide e i criteri etici dell’attività giornalistica intesa come vocazione.

Il presente numero di Studia Moralia si chiude con alcune recensioni di opere diverse per carattere e prospettive, ma tutte collegate a problemi emergenti nell’attuale dibattito teologico morale, e con la segnalazione di due libri nostri: il volumetto La maschera e il volto del sottoscritto, sugli usi e abusi della medicina estetica, e, di ben più notevole spessore, il secondo volume del Carteggio di Sant’Alfonso, ultima fatica del compianto padre Giuseppe Orlandi, C.Ss.R, completato, dopo la sua scomparsa, da alcuni membri dell’Istituto Storico Redentorista.

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