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Visio Dei intellectualis

Noetica e mistica in Teodorico di Freiberg nel confronto con Tommaso d’Aquino

di Stefano ZAMBONI

Leggere Teodorico di Freiberg significa interrogarsi su un nodo cruciale della cultura intellettuale del XIII secolo: il momento in cui la riflessione domenicana elabora una concezione dell’intelletto come principio costitutivo del reale, e in cui la luce del pensiero diviene il linguaggio stesso dell’essere. E ciò non riguarda solo un autore, ma un modo di intendere la storia della filosofia medievale: non come successione di sistemi o scuole, ma come rete di esperienze concettuali in cui la riflessione sulla conoscenza coincide con la domanda sul senso dell’esistenza.

Il saggio di Stefano Zamboni affronta la figura di Teodorico con chiarezza argomentativa e sensibilità storica, restituendole la sua densità filosofica senza 

ridurla a quella di un precursore di né a quella di un teologo di transizione. Il suo merito più profondo è forse quello di riportare la riflessione su Teodorico all’interno di un discorso comune della filosofia medievale, restituendole la complessità che ogni lettura dualistica tende a semplificare. La sua analisi mostra bene che la differenza tra Tommaso e Teodorico non è un sintomo di divergenza, ma il segno di una tradizione in movimento, capace di interrogarsi su sé stessa e di ridefinire costantemente il nesso tra ragione e principio. In questo senso, la ricerca di Zamboni non si limita a chiarire un capitolo della storia del pensiero domenicano: contribuisce a ripensare il significato stesso della speculazione medievale, come esercizio di intelligenza del reale e come forma storica della razionalità.

cf. «Prefazione», ed. Alessandra Beccarisi

Stefano Zamboni
Visio Dei intellectualis
Noetica e mistica in Teodorico di Freiberg nel confronto con Tommaso d’Aquino
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Edizioni Biblioteca Francescana, Milano 2025, pp. 192.