pubblicato il secondo volume del Carteggio alfonsiano

L’Istituto Storico Redentorista, nel mese di gennaio 2018, ha pubblicato il secondo volume del Carteggio Alfonsiano, donandolo, idealmente, al suo primo curatore il defunto p. Giueppe Orlandi C.Ss.R.

Questo volume di ben 812 pagine, ha avuto una lunga e tortuosa storia redazionale. Secondo il progetto iniziale la nuova edizione delle lettere di sant’Alfonso, con le relative risposte degli interlocutori, prevede ben dieci volumi. Il defunto p. Giuseppe Orlandi (1935-2013), responsabile e curatore di quest’opera, aveva avviato il lavoro ad inizio degli anni novanta del secolo scorso, pubblicando nel 2004 il primo volume. Quando la malattia mortale nel 2013 lo colpì l’attuale volume era in fase di preparazione avanzata. Alla morte del curatore dell’opera, alcuni membri dell’Istituto Storico (A.V. Amarante – E. Lage – A. Owczarski), hanno portato a termine il lavoro iniziato rispettando la metodologia scelta, revisionando i testi, preparando l’indice dei nomi e dei luoghi, ed occupandosi della successiva pubblicazione e diffusione.

Per la storia dell’Istituto Redentorista il presente testo riveste un’importanza capillare. Le lettere riportate in questo volume ricoprono l’arco temporale che comprende l’elezione di sant’Alfonso a Generale dell’Istituto (1744), la corrispondenza intercorsa tra il de Liguori e le autorità regie per l’approvazione della Congregazione del Ss. Redentore da parte del governo Borbonico del Regno di Napoli (1747), fino ad arrivare all’approvazione Pontificia (1749). Dalla lettura di queste 138 lettere è possibile seguire la storia, per alcuni versi avventurosa, delle fondazioni di alcune comunità redentoriste come Pagani (1742), Deliceto (1744), Materdomini (1746). Leggendo queste missive appare tutta la vitalità della nascente Congregazione del Santissimo Redentore. Un piccolo manipolo di consacrati si immerge nell’apostolato dell’evangelizzazione con nuove metodologie e allo stesso tempo iniziano a strutturare la loro vita interna, attraverso la nascita del noviziato e dello studentato, avendo sempre presente che sono sì dei consacrati ma per l’apostolato e non per la vita monacale. Le loro stesse case, o comunità religiose, fondate tra le diocesi, sono pensate non come conventi ma bensì come case per accogliere e formare il popolo di Dio.

Sempre dalla corrispondenza di questi anni è possibile seguire lo spostamento delle sedi delle case di formazione tra Ciorani (Salerno), Delice-to (Foggia) e Pagani (Salerno), come la crescita numerica dei membri della nuova famiglia religiosa, e lo sforzo di iniziare ad offrire un impianto teologico morale alle nuove generazioni. Un altro dato stimolante che si coglie dalla lettura di missive è il numero elevatissimo di missione popolari che essi portano avanti (117) pur essendo numericamente poco più di 30 redentoristi. In contempo offrono nelle proprie case 25 corsi di esercizi spirituali in solo otto anni.

La ricchezza di questo volume è data dalle 138 lettere scritte da sant’Alfonso, dalle 165 lettere ricevute da Alfonso, per un totale di 303 lettere.
Ci auguriamo che la loro lettura possa far sempre più innamorare le giovani generazioni dei redentoristi alle loro radici pastorali, spirituali e teologiche.

(ed. Alfonso V. AMARANTE, C.Ss.R.)


Alfonso M. DE LIGUORI
Carteggio II: 1744-1752
ed. Giuseppe ORLANDI, Scripta Manent Edizioni, Tivoli 2018, pp. 812