Studia MoraliaEditoriali StMor

online l’editoriale del I fascicolo 2023

editoriale

ed. Redazione

Lo scorso 23 marzo il Santo Padre ha ricevuto in Udienza i partecipanti al Convegno «Sant’Alfonso pastore degli ultimi e dottore della Chiesa. L’attualità della proposta morale alfonsiana tra sfide e speranza» promosso dall’Accademia Alfonsiana in occasione del 150° anniversario della proclamazione di Alfonso M. de Liguori a Dottore della Chiesa. In quella circostanza papa Francesco ha proposto nuovamente all’Accademia Alfonsiana – recentemente proprio da lui insignita del titolo di “pontificia” – il suo modo di intendere il compito della teologia morale: «Dalla Pontificia Accademia Alfonsiana la Chiesa si attende che sappia conciliare rigore scientifico e vicinanza al santo Popolo di Dio, che 

Lo scorso 23 marzo il Santo Padre ha ricevuto in Udienza i partecipanti al Convegno «Sant’Alfonso pastore degli ultimi e dottore della Chiesa. L’attualità della proposta morale alfonsiana tra sfide e speranza» promosso dall’Accademia Alfonsiana in occasione del 150° anniversario della proclamazione di Alfonso M. de Liguori a Dottore della Chiesa. In quella circostanza papa Francesco ha proposto nuovamente all’Accademia Alfonsiana – recentemente proprio da lui insignita del titolo di “pontificia” – il suo modo di intendere il compito della teologia morale: «Dalla Pontificia Accademia Alfonsiana la Chiesa si attende che sappia conciliare rigore scientifico e vicinanza al santo Popolo di Dio, che dia risposte concrete a problemi reali, che accompagni e che formuli proposte morali umane, attente alla Verità salvifica e al bene delle persone». Con queste parole, che hanno concluso il discorso che riportiamo in apertura di questo numero di Studia Moralia, il Santo Padre ha riassunto il suo invito a una teologia morale che non sia fredda, da scrivania, ma capace di appassionarsi all’uomo e alla sua chiamata a vivere all’altezza della sua vocazione in Cristo portando frutti di carità per la vita del mondo (cf. Optatam totius, 16).

Proprio in questa scia, la Rivista, per farsi attenta ai drammi dell’ora presente, propone anzitutto una serie di articoli che esplorano il tema della pace e della guerra. Lo fa in connessione con il 60° anniversario dell’enciclica Pacem in terris (1963) che Giovanni XXIII, in un momento delicatissimo per il mantenimento degli equilibri internazionali, dedicò alla concezione evangelica della pace – fondata nella verità, nella giustizia, nell’amore, nella libertà – proponendola a tutti gli uomini di buona volontà. Il primo articolo, a firma di Sergio Tanzarella, analizza il contesto storico dell’enciclica, mostrando come accolga le istanze più genuine del pensiero pacifista e risponda in modo profetico all’attesa di pace e di dialogo fra le nazioni. Nel secondo contributo, Giulio Cesareo si sofferma sulle linee teologiche essenziali del documento giovanneo, che si possono sintetizzare con la celeberrima espressione alienum a ratione con cui si esclude ogni possibile giustificazione della guerra, nell’epoca della forza atomica. Infine, Marciano Vidal passa in rassegna i diversi paradigmi che in questi ultimi sessant’anni hanno caratterizzato il pensiero etico intorno alla guerra (“giusta difesa”, “ingerenza umanitaria”, “guerra preventiva”) e propone, a conclusione della sua analisi, una valutazione morale dell’invasione bellica dell’Ucraina da parte della Federazione Russa, iniziata da più di un anno e purtroppo ancora in corso. Al tema Vidal ha dedicato anche un recente libro che viene recensito in questo numero di Studia Moralia. Non c’è ovviamente bisogno di dire come ciò tocchi una questione di bruciante, tragica attualità, a conferma sia dell’urgenza di riprendere oggi il messaggio di Pacem in terris, sia della vocazione della teologia morale ad occuparsi di temi così caldi e controversi.

Dopo gli articoli dedicati al 60° dell’enciclica di Giovanni XXIII, la Rivista ospita contributi dedicati a temi diversi: la seconda parte dell’articolo di Cataldo Zuccaro sulla concezione della materia nella determinazione del peccato; la prima parte dello studio di Mathias Nebel sulla nozione di bene comune; il saggio di Egidio Giuliani dedicato all’attualità della riflessione sulla legge naturale. Quest’ultima tematica è indagata, in questo numero, anche in riferimento alla presentazione del libro Lex naturae. Storia del concetto, teologia biblica e questioni teoriche, tenutasi all’Accademia Alfonsiana nel mese di ottobre 2022 e di cui si riportano le quattro articolate relazioni, a firma di Stefano Zamboni, Martin McKeever, Esteban Madrid Páez e Davide Bonazzoli.

Infine, un altro evento significativo ospitato, nel marzo 2022, dall’Accademia è stata la lectio magistralis di Antonio Pitta sulla coscienza nelle lettere di Paolo, riportata anch’essa in questo numero.

Affidando al lettore questi diversi contributi, ci auguriamo che la ricchezza delle prospettive presentate in essi corrisponda, almeno in parte, all’auspicio formulato dal Santo Padre di una teologia morale attenta alla Verità salvifica e al bene delle persone.