pubblicato il II fascicolo dell’annata 2025. Online l’editoriale
una riflessione intensa
umile e continua
editoriale di Maikel P. Dalbem, C.Ss.R.
Il decennio di transizione tra il XX e il XXI secolo ha portato alla luce, con grande risonanza mediatica, una serie di accuse di abusi su minori commessi da membri della Chiesa cattolica, per lo più ecclesiastici e religiosi di congregazioni e ordini maschili e femminili, avvenuti nei decenni precedenti.
Questo fatto ha provocato un intenso movimento composto da indagini, processi e condanne in ambito civile, e ha anche rivelato, in alcuni contesti, tentativi di occultamento o gestione inappropriata dei casi da parte di alcune autorità e dirigenti ecclesiastici. Ciò ha aperto una profonda ferita nel corpo ecclesiale, con conseguenze significative che si sono fatte sentire negli anni successivi. Santa e peccatrice, la Chiesa ha dovuto affrontare il dolore delle sue ombre, dando inizio a un intenso percorso di guarigione e conversione interna che dura ancora oggi. Gli ultimi 30 anni hanno visto i frutti di questo sforzo in diversi pronunciamenti papali, richieste pubbliche di perdono e con l’instaurazione di una cultura della prevenzione e della cura delle vittime, del riconoscimento della dignità umana ferita e del tentativo di riparare alle ingiustizie commesse. Tale movimento, tra tanti elementi, ha provocato la nascita di commissioni e organismi per la tutela delle vittime e la gestione dei casi, la necessità di studi e processi di approfondimento costanti e la creazione di una legislazione specifica con criteri chiari che si è consolidata con il Motu proprio “Vos estis Lux Mundi” di papa Francesco (2019/2023).
Tuttavia, ci rendiamo conto che la realtà e la fedeltà al Vangelo di Cristo ci impongono la necessità di una riflessione intensa, umile e continua. Il fenomeno degli abusi è estremamente complesso e si articola in elementi che devono essere seriamente approfonditi nelle loro interazioni. La crescente sensibilità dei nostri tempi ci aiuta a comprendere che il problema va oltre l’ambito degli abusi di natura sessuale, sviluppandosi in una serie di altre forme di abuso, di carattere psicologico, spirituale, di coscienza, ecc., risultando a tal punto interconnesse, da generare vere e proprie catene di violenza.
In questo senso, Studia Moralia offre ai suoi stimati lettori questa edizione speciale. Eccezionalmente, le consuete recensioni e presentazioni di libri non saranno pubblicate in questo numero, lasciando più spazio alle riflessioni di esperti di varie discipline su questo tema così delicato. Il primo articolo, scritto a quattro mani da Carlos Pérez Triviño e Maikel Pablo Dalbem, cerca di ampliare la riflessione sulle diverse forme di abuso, presentando elementi che consentono di comprendere e identificare le forme di abuso spirituale e di coscienza, nonché la loro interazione all’interno delle catene di abuso che spesso si instaurano nella realtà dei casi particolari. Il professor Daniel Portillo Trevizo, a sua volta, presenta nel suo articolo una lettura teologico-morale delle risposte del magistero pontificio degli ultimi Papi al problema degli abusi, in vista della creazione di un’etica ecclesiale della prevenzione. Il terzo contributo riporta la riflessione del professor Mario Boies sugli impatti psicologici e neurologici degli abusi sul giudizio morale. Alla luce degli attuali studi nel campo delle neuroscienze, il professore intravede nella neuroplasticità cerebrale la possibilità di aprire nuove vie di speranza per la guarigione. Proseguendo nella riflessione, viene presentato l’articolo scritto in collaborazione tra la professoressa Chiara Griffini e il professor Giorgio Nacci, in cui vengono presentate le linee guida per la costruzione, da parte delle comunità di fede, di una cultura della prevenzione dei casi di abuso e della formazione alla safeguarding. Successivamente, il professor Francisco Insa, partendo dalla percezione di alcune lacune evidenziate dal contesto della crisi degli abusi all’interno della Chiesa, sottolinea l’importanza di un’adeguata formazione umano-affettiva dei seminaristi e dei sacerdoti. A conclusione della serie di articoli che riflettono sul tema degli abusi, si trova il testo dei professori Peter Beer e Hans Zollner, in cui si affronta il delicato tema del trattamento degli autori e degli accusati di abusi nel contesto ecclesiastico, proponendo, sulla base della riflessione su serie questioni etiche, elementi per una risposta concreta.
Il presente numero è arricchito da altri tre contributi che trattano temi diversi. Ancora nel contesto dell’Anno Giubilare, Francesco Scalzotto riflette sulla dottrina delle indulgenze, ripercorrendone l’evoluzione storica dai principi alla riforma di Paolo VI, sottolineandone il valore comunitario e riflettendo sulla sua attualità. Nel secondo articolo, Siméon Djiwa riflette sul Motu proprio “Ad theologiam promovedam” di papa Francesco, proponendo una riflessione che evidenzia l’importanza di adottare il metodo contestuale per la teologia morale.
Infine, Monsignor Alfonso V. Amarante, Magnifico Rettore della Pontificia Università Lateranense, ci offre una profonda riflessione sul perdono come fonte di speranza.
Il presente fascicolo si conclude con l’elenco dei gradi accademici conferiti nell’anno 2024-2025 dall’Accademia Alfonsiana, preparato dal Segretario Generale, Agustín Cantú Drauaillet.

