Studia Moralia 53/1 (2015)

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Luce della fede, verità dell’amore. Sulla tesi di fondo dell’enciclica Lumen fidei

Stefano Zamboni [StMor 53/1 (2015) 5-22]

L’enciclica Lumen fidei sostiene che la fede non è una luce tra altre luci, ma quella che decisivamente illumina il senso totale dell’esistere umano. Soprattutto nei primi due capitoli essa mostra che la luce della fede è la verità dell’amore, di quell’amore pieno, definitivo, rivelato in Gesù Cristo e donato, come compito e luce, ad ogni uomo che viene nel mondo. La luce della fede non è semplicemente contemplabile in modo distaccato (estetica), ma richiede sempre anche il cammino (etica). Solo così essa può onorare la sua pretesa di valere come interpretazione autentica dell’universale antropologico e di porsi come dimora ospitale di ogni cammino davvero umano.

Lumen fidei/magistero/fede/papa Francesco/Cristo


Lo spirito dell’etica cristiana

Giorgio I. Mantzaridis [StMor 53/1 (2015) 23-36]

Il fondamento dell’etica cristiana è costituito dall’ontologia cristiana, l’ontologia della «nuova creazione» ovvero l’ontologia dell’uomo nuovo, manifestata da Cristo nel mondo con la sua vittoria sulla morte. Il cristiano è chiamato nella fede ad esistere nella forma di Cristo, della libertà dalla morte, dell’amore crocifisso e sottratto alla philautia. Questa forma di esistenza è donata nella Chiesa, attraverso i suoi sacramenti, ed è concretamente attuata nella storia attraverso i comandamenti: i sacramenti infatti attuano mistericamente il rinnovamento del fedele che è conservato ed è vissuto con l’osservanza dei comandamenti. Tale osservanza non va intesa in modo fondamentalistico ma come il concreto esplicarsi nella storia della verità della vita immortale, che non è riservata al futuro ma inizia e diventa sensibile esperienzialmente qui ed ora.


Pastoralità come criterio morale

Alfonso V. Amarante  [StMor 53/1 (2015) 37-59]

Nell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium papa Francesco invita gli operatori pastorali ad una «costante attenzione per cercare di esprimere le verità di sempre in un linguaggio che consenta di riconoscere» la permanente novità del Vangelo (n. 41). Da qui nasce il presente studio “Pastoralità come criterio morale”. Infatti alla luce delle indicazioni magisteriali e in continuità con la storia dell’Accademia Alfonsiana il presente contributo si prefigge di leggere l’azione pastorale di Alfonso de Liguori come criterio morale. Per fare ciò ci soffermeremo ad analizzare alcuni aspetti della pastoralità alfonsiana per poi andare a delineare il criterio di verità morale così come egli lo elabora in funzione della sua azione apostolica per il popolo minuto del suo tempo per cogliere quegli elementi ancora validi per la formazione integrale dell’uomo del nostro oggi.


Marriage in the Theology of St. Thomas Aquinas

Terence Kennedy [StMor 53/1 (2015) 61-82]

Questo articolo tratta la teologia del matrimonio di San Tommaso D’Aquino. La principale fonte per questo studio è il suo Commento alle Sentenze di Pietro Lombardo. Il trattato sul matrimonio nel Supplementum fu “redatto” dal segretario di Tommaso dopo la sua morte. Per ironia della sorte è divenuto il punto di riferimento obbligatorio per la sua completa teologia del matrimonio. Gli altri scritti sono la Summa contra Gentiles, e i suoi Commenti sull’Etica Nicomachea di Aristotele, e sulle Lettere di Paolo, in particolare 1Cor 7 e Ef 5. L’ultimo è probabilmente la sua dichiarazione sul matrimonio. È importante perché mostra che il sacramento del matrimonio è inseparabile dal “matrimonio mistico” di Cristo e la Chiesa che incorpora tutti i battezzati. Per Tommaso l’idea di sacramento e di “matrimonio mistico” sono inseparabili.


The contribution by religions to peaceful coexistence in Society

Martin Carbajo Núñez [StMor 53/1 (2015) 83-101]

Le sfide del mondo globalizzato e il numero crescente di conflitti violenti costringono a cercare basi più solide che possano garantire la coesistenza pacifica nella società. Questo saggio presenta alcune delle proposte già formulate, specie quelle che prospettano una rivalutazione del ruolo delle religioni e dell’etica nell’ambito pubblico. Viviamo nell’età secolare, ma le religioni continuano ad avere una notevole influenza sulla società e sulle coscienze dei cittadini. Nella seconda sezione dell’articolo, si presenta la posizione della Chiesa cattolica sulla ricerca della pace attraverso il dialogo ecumenico e interreligioso, con particolare attenzione allo “Spirito di Assisi”.

pace/dialogo ecumenico


Patient’s autonomy and informed consent. An end-of-life case study from Turkey

 Antuan Ilgit [StMor 53/1 (2015) 103-123]

L’intensità e la prossimità che caratterizzano tradizionalmente le relazioni delle famiglie turche risultano spesso, anche nel caso di pazienti malati di cancro completamente competenti e intenzionati a conoscere la propria situazione medica, in un’attitudine della famiglia a non comunicare la verità della malattia al paziente. Molti medici non solo rispettano tale atteggiamento ma addirittura lo rinforzano, impedendo così l’instaurarsi di una relazione medico-paziente autentica e basata sulla fiducia, a discapito pertanto dell’autonomia del
paziente. Questo atteggiamento appare giustificato dalla credenza che i pazienti, una volta giunti a conoscere di avere il cancro, sono portati a spaventarsi per la morte imminente, perdendo così speranza e giungendo alla morte in tempi minori. Questo articolo prende le distanze da tale comportamento, affermando che il consenso informato è una condizione sine qua non per tutelare l’autonomia del paziente e per stabilire una migliore relazione tra medico e paziente. Attraverso l’osservazione di un caso studio situato in Turchia, questo articolo conclude che le informazioni mediche fornite in modo appropriato secondo criteri universalmente riconosciuti e il conseguente consenso dato dal paziente armonizzano l’autorità medica e l’autonomia del paziente. L’articolo, inoltre, delinea i doveri primari dei medici in un contesto di attività mediche legittime.