l’editoriale del primo fascicolo 2022

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editoriale

di Maurizio P. Faggioni

Nel progettare il tema portante di questo fascicolo di Studia Moralia, il dialogo e la fraternità universale, originariamente ispirato ad alcune pagine di Laudato si’, non avremmo mai immaginato che l’umanità si sarebbe confrontata di nuovo con le ombre di una guerra mondiale. Il popolo ucraino, come tanti altri popoli del pianeta, sta vivendo la tragedia di una invasione iniqua e rabbiosa e gli altri popoli, soprattutto gli Europei, vivono sulla loro pelle i riflessi umani, economici e politici di un conflitto senza esclusione di colpi. Al timore per il Coronavirus che striscia silenzioso come un serpente nell’erba e continua a mietere vittime con i suoi assalti ricorrenti, si è unito un timore diverso, ma forse ancora più angosciante, il timore per una guerra 

che risuona vicina e assordante con il suo carico di morte, violenza, distruzione e che va ad aggiungersi alle tante guerre che insanguinano il mondo tanto che il Santo Padre ha parlato di una Terza guerra mondiale combattuta “a pezzi”. Questa guerra porta con sé una nota di minaccia particolare perché vede come protagonista diretta una delle grandi Superpotenze e rischia, pertanto, di sconvolgere, più di altre, l’attuale sistema geopolitico.

Se l’evento pandemico ha messo a nudo il divario scandaloso fra le diverse regioni del pianeta nell’accesso alle cure, come anche l’inadeguatezza della cooperazione internazionale e i pesanti condizionamenti politici esercitati sugli interventi umanitari, adesso l’inasprirsi di tensioni e il prolungarsi di conflitti in diverse aree stanno mostrando con innegabile evidenza l’estrema fragilità degli equilibri mondiali e la latitanza di una efficace governance politica ed economica. Tutto e tutti siamo interconnessi e occorre davvero una mobilitazione generale delle coscienze per rispondere costruttivamente alle crisi globali della salute e della pace, per non parlare dell’ambiente e dell’accesso a risorse vitali, come acqua e cibo, ma anche energia e tecnologie. La realtà ci obbliga a una dilatazione degli orizzonti del pensare etico, superando in modo definitivo e deciso le angustie degli individualismi autoreferenziali, dei rigori legalistici che soffocano le persone invece di farle prendere il volo verso la bellezza e la libertà. Dobbiamo pensare proiettati nella prospettiva della famiglia umana, tendendo lo sguardo al nostro comune futuro, assumendo fin da oggi una responsabilità di ampio respiro, aperti al dialogo e ad un pluralismo fecondo. L’anelito verso il compimento di una vera e propria rivoluzione etica percorre, in modi diversi, le pagine di questo numero di Studia Moralia che si presenta di lettura stimolante e denso di una ricchezza che non è possibile qui neppure sommariamente delineare.

Segnaliamo anzi tutto ai Lettori i tre articoli di apertura. Nell’intervento di Mons. Luigi Renna, «Per mezzo di un ininterrotto dialogo». Il dialogo verso nuove politiche nazionali e locali, si delinea una teologia del dialogo e se ne enucleano alcune vie di realizzazione pratica partendo dal magistero di papa Francesco e risalendo sino alle sue radici nel Vaticano II. Solidamente fondato su dati empirici e sostenuto da una forte carica ideale è l’intervento di una coppia di studiosi laici, Michela Lazzeroni e Andrea Piccaluga, Verso un mondo più giusto e sostenibile: il dialogo nelle nuove politiche di sviluppo. Un aspetto tipico della modernità e sempre attuale perché di fatto irrisolto, il rapporto tra religioni e sapere scientifico, è messo a fuoco nell’intervento di Lluís Oviedo, Le religioni nel dialogo con le scienze: progressi o paralisi?. 

Un tema che si prevede sarà sempre più rilevante è presentato con precisione da Andrea Pizzichini che si interroga su due paradigmi per pensare il rapporto tra essere umano e intelligenza artificiale: sostituzione o servizio? Più classico l’intervento di Vittorio Cuffaro sull’etica nel libro dei Proverbi che ci riporta alle radici bibliche della teologia morale e, in particolare ai temi del lavoro, della prudenza e del timor di Dio.

Nella rubrica Convegni e Commenti troviamo alcune “risonanze” sul Congresso internazionale di teologia morale – “Pratiche pastorali, esperienza di vita e teologia morale: Amoris laetitia tra nuove opportunità e nuovi cammini” (Roma, 11-14.05.2022) – di Esteban Madrid Páez, e le riflessioni di taglio pastorale di Maurizio P. Faggioni e di Cataldo Zuccaro rispettivamente su temi matrimoniali in Familiaris Consortio e Amoris laetitia e su alcune delicate questioni del fine vita. La presentazione del libro di Lilia Sebastiani su Bernhard Häring. Teologo, Maestro, Testimone permette a Marcello Badalamenti di rievocare con gratitudine e ammirazione il grande Redentorista, uno dei Maestri della morale conciliare. Con grande affetto, in apertura della rivista, Antonio G. Fidalgo commemora un altro redentorista recentemente scomparso, padre Narciso Cappelletto, un uomo capace di spezzare con semplicità e rigore il pane della sapienza filosofica. Il fascicolo si chiude come di consueto con le recensioni di libri che ci sentiamo di raccomandare per la serietà degli Autori – molti sono professori o ex-allievi dell’Accademia – e l’attualità degli argomenti.

In ascolto e in dialogo con l’uomo contemporaneo, le sue speranze, i suoi problemi, le sue contraddizioni, la teologia morale sta vivendo una stagione di rinnovamento. La nostra Accademia, in continuità con l’ispirazione che la caratterizza dalle sue origini, in questo movimento di rinnovamento è voce non secondaria e anche il presente fascicolo di Studia Moralia ne è vivace riflesso.